Impianti sportivi e concessioni balneari sono due settori in cui il piano economico finanziario asseverato sta diventando sempre più centrale. Nel primo caso, perché gli enti locali affidano sempre più spesso la riqualificazione e la gestione degli impianti a operatori privati tramite proposte di partenariato. Nel secondo, perché il superamento dei rinnovi automatici porta le concessioni demaniali marittime verso procedure competitive, in cui la sostenibilità economica dell’offerta diventa un elemento di valutazione.
In entrambi i casi il PEF non è un adempimento formale: è il documento con cui l’ente capisce se l’investimento proposto sta in piedi per tutta la durata della concessione.
Impianti sportivi: quando serve il PEF asseverato
Il PEF asseverato serve in particolare quando un operatore, una società o un’associazione sportiva propone all’ente la riqualificazione, l’ampliamento o la costruzione di un impianto in cambio della sua gestione per un periodo di anni. Può trattarsi di una proposta in finanza di progetto ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 36/2023 o di una procedura di concessione in cui il bando richiede il piano asseverato come parte dell’offerta. Per gli impianti sportivi va considerata anche la disciplina specifica del D.Lgs. 38/2021.
Le voci critiche di un PEF per impianti sportivi
- Ricavi da attività: abbonamenti, ingressi, corsi, affitto spazi a società e scuole. Vanno motivati con dati di domanda realistici del bacino di utenza, non con ipotesi di pieno utilizzo.
- Tariffe agevolate: le convenzioni prevedono spesso fasce orarie riservate all’ente o tariffe calmierate. Devono essere riflesse nei ricavi.
- Costi energetici: per piscine e palazzetti sono la voce di costo più pesante. Un PEF che li sottostima è il primo a saltare.
- Manutenzione straordinaria: gli impianti sportivi richiedono reinvestimenti periodici (coperture, impianti di trattamento acqua, pavimentazioni) da prevedere nel piano.
- Contributo pubblico o canone: coerenza tra quanto previsto nel piano e quanto indicato nella bozza di convenzione.
Concessioni balneari: il PEF nelle nuove procedure
Con il passaggio a procedure competitive per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, i comuni devono valutare le offerte anche sotto il profilo della sostenibilità economica e degli investimenti proposti. Il piano economico finanziario, spesso richiesto in forma asseverata, diventa lo strumento per dimostrare che gli investimenti promessi sono finanziabili e che la gestione è sostenibile per tutta la durata della concessione.
Le voci critiche di un PEF per stabilimenti balneari
- Stagionalità: i ricavi si concentrano in pochi mesi, mentre alcuni costi sono annuali. Il piano deve gestire correttamente il fabbisogno di cassa fuori stagione.
- Canone demaniale e sue possibili variazioni nel tempo.
- Investimenti proposti: strutture, servizi, accessibilità, sostenibilità ambientale. Sono spesso oggetto di punteggio e devono essere coerenti con il quadro economico e il cronoprogramma.
- Ammortamenti coerenti con la durata della concessione, considerando la sorte delle opere alla scadenza.
- Rischio meteo e di domanda: una sensitività sui giorni di apertura effettivi rende il piano molto più credibile.
Gli errori che vediamo più spesso in questi due settori
- Ricavi ottimistici non supportati da dati: tassi di occupazione degli ombrelloni o degli spazi sportivi vicini al 100%.
- Costi di gestione sottostimati, in particolare energia, personale stagionale e manutenzioni.
- Durata dell’ammortamento non allineata alla durata della concessione.
- Incoerenze tra PEF e convenzione su canoni, tariffe e obblighi del concessionario.
Trovi una checklist più generale nel nostro approfondimento sugli errori più frequenti nei PEF.
Come possiamo aiutarti
Arcadia 888 S.r.l., Società di Revisione ai sensi dell’art. 1 della Legge 1966/1939, assevera PEF per impianti sportivi e concessioni balneari in tutta Italia. Il nostro responsabile, dott. Eugenio Sigismondi, ha redatto tra gli altri il PEF per la proposta di riqualificazione e gestione del Palazzetto dello Sport “Palasharp” di Milano, con un investimento di 20,5 milioni di euro. Rilasciamo l’asseverazione in 2-8 giorni lavorativi, con una verifica tecnica completa del modello, e possiamo supportarti anche nella redazione del piano.
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